Sono riaperti da poco più di un mese i circuiti museali italiani, compresi i Musei Vaticani, che conservano straordinari capolavori dell’arte universale. Il periodo coincide con l’anno raffaellesco e moltissimi visitatori saranno giustamente concentrati nel celebrare e ricercare le testimonianze artistiche dell’Urbinate nella città Eterna, rischiando però di trascurare qualche piccolo gioiello delle collezioni vaticane. Per coloro che si trovano, o si troveranno, a visitare i sacri Palazzi d’oltretevere, proponiamo un piccolo sguardo ad un’opera altrettanto importante, presentata attraverso quest’articolo di Francesco Fantini.

Gentile da Fabriano, maestro del gotico fiorito è nato a Fabriano nel 1370 e nel suo percorso artistico ha tracciato una linea fondamentale per la pittura marchigiana del Quattrocento, lasciando tanti capolavori, presenti in musei nazionali e internazionali. Alcune sue opere oggi si possono ammirare nella sala del ‘400 della Pinacoteca Vaticana.

L’Annunciazione è una bellissima tavoletta di 41 x 49 cm e venne realizzata da Gentile nel suo periodo fiorentino che fu molto prospero. Dipinto dettagliato, con influenze fiamminghe (si è ipotizzato la presenza di Jan Van Eyck a Firenze nei primi decenni del XV secolo) presenta una profondità su diversi livelli: il tappeto, la seduta del pancale e il letto illuminato dalla luce che viene dalla stanza grande. Lo Spirito Santo scende nelle sembianze di polvere molecolare sul ventre della Vergine. Grande rilevanza viene attribuita all’aspetto decorativo dello spazio con l’architettura ornata di bifore e trifore e i dettagli del tappeto dal disegno orientale, fino al gioco di intarsi traforati e dorati del pancale.

Sempre nella stessa sala troviamo le tavolette con le Storie della vita di San Nicola. Si tratta di quattro dei cinque scomparti della predella del Polittico Quaratesi, opera straordinaria commissionata per l’altare maggiore della chiesa di S. Nicolò sopr’Arno a Firenze, oggi agli Uffizi. Gentile nelle storie si rivela un abile regista nel creare, con la sua minuziosa narrazione dipinta, un ciclo completo sulla vita del Vescovo di Mira. 

La Nascita di San Nicola è ambientata in un interno domestico, con un orto coltivato di ortaggi e fiori. Vi sono due locali comunicanti, spaccato della vita quotidiana raffigurata nei dettagli con i costumi e gli oggetti del tempo, intimità familiare ben rappresentata in modo meticoloso, con cura e abilità pittorica. 

La seconda tavola è il miracolo di San Nicola nell’atto di donare tre palle d’oro alle fanciulle povere. Il santo compare nella dimora di un pover uomo che non è in grado di assicurare la dote alle sue tre fanciulle. Anche qui viene rappresentata un’abitazione dove tutti sono costretti a vivere in un’unica stanza. Il Gentile qui riproduce una certa mimica e coglie la psicologia umana del momento, San Nicola attraverso una grata lancia le tre palle d’oro tra lo stupore, imbarazzo, sorpresa delle ragazze per il dono insperato.

La terza tavola rappresenta San Nicola nell’atto di salvare una nave in tempesta, la nave oscilla come sospesa su soffi di vapore bianco che danno l’idea del mare mosso, il santo si cala dal cielo, schiarito nella parte da cui plana, tutto è avvolto da un colore naturalistico con elementi legati al mito e al mondo marino, la sirena, i pesci, una stella marina nel fondo.

La quarta tavola vede San Nicola intervenire per salvare tre giovani messi in salamoiadall’oste, che li uccise, fatti a pezzi e nascosti nelle botti. San Nicola interviene, li salva e i fanciulli riemergono sani e salvi adorando il loro salvatore. 

Dietro San Nicola si vedono l’albergatore e sua moglie inginocchiati in adorazione fingendosi estranei al fatto. Vi è un soppalco con cesti e sacchi, ambiente rappresentato nei dettagli di scene di vita quotidiana. Sulla destra s’intravede un avventore che, come se niente fosse, si versa da bere, mentre al centro, da una porta si intravedono scale che accedono ad altri ambienti. Sulla parete, in alto, una luna d’oro e insegne con simboli geroglifici affissi al muro esterno. 

Infine la quinta e ultima tavola, quella del Miracolo dei pellegrini alla tomba di San Nicola si trova a Washington alla National Gallery of Art. Gentile da Fabriano, maestro tra i più grandi a cavallo tra ‘300 e ‘400, ci regala dunque un viaggio nel viaggio delle meraviglie dei Musei Vaticani. 

di Francesco Fantini 

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