Nella vita, la capacità di possedere il senso della resilienza non è comune, anzi spesso l’assenza di questo “dono” può essere devastante, poiché significa non rialzarsi quando gli eventi ci mettono alla prova. Mai come in questo momento, con il mondo pervaso da una sinistra e assassina pandemia, ne abbiamo più bisogno. Stiamo sperimentando sulla nostra pelle la prova più inaspettata e imprevedibile della nostra esistenza, una sorta di arresti domiciliari che ci costringono a cambiare punto di vista: una introspezione obbligata, che ci impegna a scrutare dentro le nostre anime cercando un punto di appoggio ad un vacillare inevitabile.

Ma ci sono passioni che sanno infonderci il coraggio e la forza necessarie a superare la grande paura: quella della morte! La storia lo insegna anche attraverso altri uomini che, come eroi, hanno affrontato il nemico e hanno vinto. Storie che possiamo trovare tra le pagine di un avvincente romanzo o tra le righe di una melodia. L’arte, la musica, la letteratura parlano delle grandi passioni e dei grandi vizi di una società contraddittoria fino alla esagerazione.

La passione per il Jazz è stata definita da Andrè Coeuroy…ebbrezza di suoni…, gioia animale di movimenti elastici”. La vita di tre grandi rappresentanti della musica Jazz ha attraversato il tunnel buio della paura. Uomini soggiogati alla droga e destinati a questo terribile asservimento, hanno trovato nel desiderio della musica che si innalza come preghiera la leva potente per uscire dal tunnel buio nel quale erano intrappolati.

John Coltrane ha creato una vera preghiera, ha scritto un salmo, un inno di lode e di grande amore a Dio: “A Love Supreme” per avergli dato il coraggio e la grande forza di redimersi dalla eroina. “Coltrane ci racconta che l’Amore Supremo è figlio della sofferenza più intima, che si nutre di molti ieri ma che guarda oltre, alle potenzialità infinite del futuro.(F.sco Buffoli)”. Marcus Miller, definito “The superman of soul” apre la sua musica dopo la grande perdita del padre e trova, in quell’abbandono dal titolo “For you dad”, tutto il conforto che solo il jazz può donargli e dedica al padre uno dei pezzi più belli che abbia mai scritto. Anche Miles Davis, grande trombettista jazz, considerato un genio della musica è stato vittima della dipendenza alla droga. Anche lui, attraverso la passione e il desiderio di seguire questo suo grande talento, trova nelle note della sua “Kind of blue” il compimento e lo slancio della vita.

For You dad, Kind of blue, A Love Supreme, rappresentano le opere che questi tre grandi jazzisti hanno realizzato in un momento di rinascita dopo un periodo di grande difficoltà. Di loro ho voluto raccontare, ho inteso prendere l’esempio per infondere quel coraggio di cui oggi abbiamo necessità.

Desideravo adeguare il tema della musica jazz al supporto pittorico per evidenziare e chiarire la relazione tra la tematica e la materia dell’arte. Il jazz nasce dalla sofferenza e dal grido di un popolo che esprime, attraverso la musica, la sua profonda ribellione: questa è la sua viscerale forza espressiva. Avevo dunque bisogno non di un supporto nobile come la tela ma di un supporto povero, rugoso, che mi desse una trama incerta e che potesse registrare il tratto spigoloso di miei segni fatti coi pastelli simili agli aghi del sismografo, a volte spigolosi, a volte arrotondati ma sempre incisivi.

Era necessario il riferimento ai maestri dell’informale. Sappiamo come la poetica informale risenta del bagaglio culturale e delle esperienze Dada, surrealiste ed espressioniste, esprimendosi come rifiuto della cultura standardizzata e ascolto dell’inconscio. La forma con la quale ci si esprime perde importanza, ma ne assume la materia con la quale l’opera finisce per identificarsi. Per questo mi era necessario l’utilizzo del cartone. Sono eseguite su cartone da imballo con l’ausilio di pastelli, tempere e foglia d’oro e rappresentano una speranza ed un esempio tangibile per superare questo momento di fragilità.  

di Rosa Anna Argento – Artista

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