The Monuments Men Foundation for the Preservation of Art, è un’organizzazione mondiale no-profit, con sede a Dallas (Texas), fondata nel 2007 da Robert M. Edsel, con lo scopo di sensibilizzare il mondo e le persone sulle imprese e le vite dei Monuments Men and Women, onorandone il ricordo e portando avanti la loro missione: restituire le opere d’arte trafugate ai legittimi proprietari, che siano privati o Nazioni. La storia dei Monuments Men and Women inizia durante i terribili anni della Seconda Guerra Mondiale, quando gli Alleati decisero di combattere anche un’altra guerra contro il nemico nazista, organizzando una speciale task force per proteggere il patrimonio culturale. Si trattava di un gruppo di uomini e donne (storici dell’arte, professori universitari, direttori di musei, artisti, architetti) provenienti da circa quattordici nazioni che si adoperarono, anche rischio della vita, per preservare, difendere e recuperare le opere d’arte depredate dai nazisti. Le vicende di questa speciale unità, nel 2014, hanno avuto anche una trasposizione cinematografica grazie all’omonimo film scritto, diretto, interpretato e prodotto da George Clooney. Alla fine della guerra i Monuments Men riuscirono a recuperare e restituire circa cinque milioni di oggetti trafugati, eppure all’appello mancavano ancora altre migliaia di opere d’arte. Con lo stesso spirito e lo stesso amore per il patrimonio culturale, la Monuments Men Foundation for the Preservation of Art prosegue oggi la missione di quegli uomini e, dal novembre del 2019, l’italiana Anna Bottinelli è diventata Presidente di questa prestigiosa istituzione.

Quando ricordiamo le storie di questi uomini, di questi particolari eroi, che hanno rischiato ed in certi casi perso la propria vita per proteggere un’opera d’arte, inesorabilmente una domanda ci attraversa la mente: L’arte vale una vita? Spesso abbiamo provato a dare un responso a questo terribile quesito, imbattendoci in risposte complesse e contrastanti, poiché conosciamo il valore inestimabile della vita umana. Eppure la storia ci racconta le vicende di uomini come Walter Huchthausen, Ronald Balfour e, più recentemente, Khaled Al-Asaad, che hanno sacrificato la loro esistenza per salvare delle opere d’arte. Perché? La risposta, quella vera, forse non la conosceremo mai. Però, possiamo provare a rileggere, sotto un’altra chiave, l’articolo che Robert M. Edsel scrisse per l’Huffington Post, all’indomani dell’uccisione dell’archeologo Khaled Al-Asaad, e che, grazie alla concessione della Monuments Men Foundation for the Preservation of Art, pubblichiamo in occasione della nostra iniziativa su queste pagine nella sua versione in lingua italiana.

Larte-vale-una-vita

Monuments Men Foundation for the Preservation of Art

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Robert Edsel

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