Il mondo del “digitale” ed il suo utilizzo applicato ai beni culturali offre nuove e molteplici opportunità, sia per gli aspetti relativi alla fruizione del bene sia, più nello specifico, per i peculiari vantaggi che riguardano il tema della valorizzazione delle collezioni museali. Proprio in queste settimane dell’emergenza Covid-19, il mondo del Patrimonio culturale, sembra in qualche modo aver “riscoperto” queste opportunità, proponendo agli utenti diverse iniziative on-line, e aprendosi ancor di più alla narrazione dei social network.  L’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni Culturali del Politecnico di Milano, che si occupa dei processi di innovazione delle istituzioni culturali, proponendosi come “luogo di incontro e confronto tra attori diversi dell’ecosistema culturale”, rappresenta un punto di vista privilegiato per comprendere meglio gli attuali fenomeni legati al mondo della cultura e del digitale. 

Eleonora Lorenzini, Direttore dell’Osservatorio, ha presentato un’analisi particolarmente interessante su questi temi e sul ruolo “creativo” che l’attuale crisi può provocare nel generare nuove idee e progetti. Questa attenta ed interessante riflessione viene condivisa dalla Dottoressa Lorenzini anche sulle nostre pagine. Riprendiamo quindi i significativi passaggi iniziali, rimandando al link per la lettura completa.

#Museiaperti, anche a un ripensamento della propria proposizione di valore

In queste settimane di emergenza sanitaria, che ha richiesto la chiusura al pubblico dei luoghi di cultura, è in corso una sorta di mobilitazione mediatica volta a far conoscere le tante iniziative che musei e istituzioni culturali stanno mettendo in campo per favorire un’accessibilità ‘alternativa’ al patrimonio culturaleGià prima di questa emergenza i musei avevano iniziato a utilizzare il digitale per ‘mostrarsi’ senza aspettare che il pubblico varcasse le porte del museo.

Secondo un’indagine dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, infatti, nel 2019 quasi l’80% dei musei aveva almeno in parte digitalizzato la propria collezione e quasi il 30% ne aveva già pubblicato online sul sito una parte. Gli esempi sono molteplici e vanno dal nord a sud, da musei universalmente conosciuti come i Musei Vaticani, i cui tour virtuali consentono visite online anche del giardino del museo e della Cappella Sistina, ad altri tutti da scoprire come la Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo di Palermo.  

Anche i social network costituiscono straordinari strumenti di racconto. Già da qualche anno i musei hanno capito l’efficacia dei social network per stabilire legami duraturi con i propri pubblici e generare engagement. Nel 2019 il 67% dei musei aveva un account Facebook e il 26% un account Instagram. Oggi con l’emergenza coronavirus… https://blog.osservatori.net/it_it/musei-aperti-ripensamento-proposizione-di-valore.  

di Eleonora Lorenzini, Direttore Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano

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