Settantacinque anni fa, durante le aspre battaglie della Seconda Guerra mondiale, i bombardamenti sulla nostra penisola distrussero l’Antica Abbazia di Montecassino, portando via all’Italia e all’umanità intera un tesoro inestimabile fatto di storia, arte e cultura di quello che fu il Medioevo. Tempio del monachesimo benedettino e custode di quella rinascenza culturale ed artistica fiorita sul crinale dell’Anno Mille e rinascenza desideriana, dal nome del celebre Abate Desiderio, la guerra ne cancellò ogni traccia e con esso le preziose testimonianze dell’antica cultura figurativa: colonne,  capitelli, marmi intarsiati, decorazioni a motivi vegetali e zoomorfi, affreschi e mosaici. Oggi quella cultura e quel mondo scomparso cerca di rinascere dal sonno del tempo. Presso lo spazio espositivo del Museo Abbaziale si inaugura oggi, 6 aprile, la mostra, curata da Roberto Capitanio e realizzata dall’artista toscana Franca Pisani, intitolata “Succisa Virescit-La forza della rinascita”. Franca Pisani ha recuperato una cinquantina di reperti sopravvissuti ai bombardamenti e custoditi nei depositi abbaziali, colonne doriche, frammenti di affreschi medievali, mosaici bizantini, panneggi di santi e persino di elmetti e bombe inesplose, quindi ha inserito queste preziose testimonianze in apposite installazioni, realizzando così un percorso tematico suddiviso in tre parti. La prima parte, aperta fino al 27 ottobre, si intitola “Il giardino di pietra” e consiste in un’istallazione che invita il pubblico a passare in mezzo agli oggetti conservatisi per settantacinque anni nel ventre dall’Abbazia, e dialogare con il passato-presente, attraverso una sorta di resurrezione dei materiali. La seconda parte dal titolo “Trasparenze” (allestita fino al 19 maggio) è composta di una serie di gigantografie in bianco e nero che costruiscono un percorso di ricordi e di ferite e che vengono affiancate da venticinque sete di Lione dipinte, che diventano una sorta di lente d’ingrandimento attraverso cui osservare le gigantografie stesse. La terza parte, ”Pietra splendente”, è composta da un tronco d’albero di frassino e da un cilindro marmoreo lavorato, e con essa si vuole esprimere il senso della rinascita.